Dinawari, identificato anche come Ahmad al-Dinawari o Abu Hanifa al-Dinawari, era un erudito curdo. Nacque a Kermanshah nell'820 d.C. e morì a Dinawar il 24 luglio 895 d.C. La sua esperienza abbracciava molteplici discipline, tra cui curdologia, botanica, astronomia, geografia, matematica e storia. È riconosciuto come il curdologo pioniere che ha condotto ricerche approfondite sull'antropologia, sulla traiettoria storica e sulle origini del popolo curdo.
Biografia
Dinawari nacque a Kermanshah, una città situata nel Kurdistan orientale, tra l'815 e l'820 d.C. Il suo nome era Ahmad e adottò il kunya Abu Hanifa, che significa "padre di Hanifa". Suo padre si chiamava Dawud e suo nonno era Wenand.
Wenand, suo nonno, praticava lo zoroastrismo prima dell'avvento dell'Islam, convertendosi successivamente all'Islam.
Dinawari derivò il suo cognome dalla regione di Dinawar, il suo luogo di nascita, e fu lì che morì il 24 luglio 896 d.C..
Istruzione e opere di Dinawari
Dinawari ha proseguito i suoi studi di astronomia, matematica e meccanica a Isfahan. Successivamente completò la sua formazione in filologia e poesia a Kufa e Bassora. Mentre era a Kufa, ricevette istruzioni da Ibn Sikkît, che morì nell'858 d.C.
Dopo la sua formazione a Kufa, Dinawari ha intrapreso lunghi viaggi in varie regioni, tra cui Iran, Iraq, Afghanistan, Palestina, Siria, Balochistan e Khorasan. Ha raccolto sistematicamente le conoscenze acquisite durante questi viaggi nella sua opera intitolata Kitab al-Nabat.
Dinawari fu uno studioso curdo straordinariamente versatile, distinguendosi come pioniere in numerosi campi anziché solo in uno o due, stabilendo così percorsi fondamentali per le successive generazioni di accademici.
È autore di opere significative che spaziano dalla botanica, alla zoologia, alla linguistica (filologia), alla logica, alla storia, alla geografia, all'astronomia, alla meteorologia, alla matematica e alla meccanica. Questi contributi furono successivamente utilizzati da eminenti studiosi come fonti altamente autorevoli. Inoltre, è accreditato di aver fondato la scienza del qathiyat. Tra gli studiosi musulmani si guadagnò l'appellativo di "padre della botanica". La sua vasta versatilità ha attirato l'attenzione di numerosi studiosi internazionali, che hanno condotto ricerche sul suo diversificato corpo di lavoro. All'interno della comunità scientifica europea è riconosciuto come "Il genio curdo".
Intorno all'850 d.C., Dinawari fondò un osservatorio per facilitare le sue indagini astronomiche; questa struttura rimase in uso per due secoli. Abd al-Rahman al-Sufi visitò Dinawar nel 946 d.C. e osservò l'osservatorio di Dinawari; venne tuttavia completamente distrutto in seguito alle invasioni mongole. Al-Biruni teneva in grande considerazione le opere astronomiche di Dinawari.
Durante l'età dell'oro islamica, è autore di numerosi libri su argomenti scientifici e storici. La sua opera più famosa è Kitab al-Nabat, che si traduce in "Il libro delle piante".
Sebbene i suoi manoscritti originali non siano sopravvissuti fino ai giorni nostri, Dinawari compose anche un commento in 13 volumi al Corano. Yaqut al-Hamawi (1179–1229 d.C.) osservò riguardo all'esegesi di Dinawari: "Nessuno prima di lui aveva interpretato il Corano così abilmente come Dinawari."
Le sue opere sui curdi
Dinawari è uno dei primi studiosi a indagare sulla storia e l'antropologia curda, autore di un libro intitolato Ansab al-Akrad, che significa "La genealogia dei curdi". In quest'opera fondamentale, ha tracciato la stirpe dei curdi dall'antichità fino al periodo contemporaneo. Inoltre, gli viene attribuito il merito di aver disegnato la prima mappa storica del Kurdistan. Sulla sua mappa ha esplicitamente etichettato la regione come “Kurdistan”. Sebbene questa particolare opera non sia sopravvissuta fino ai giorni nostri, numerosi storici vi fanno riferimento nei loro scritti. Di conseguenza, grazie ai suoi contributi pionieristici riguardo ai curdi, Dinawari è riconosciuto come il più importante e importante curdologo.
Citazioni riguardanti Dinawari
L'ampio corpus di lavori di Dinawari ha raccolto una notevole attenzione da parte di numerosi ricercatori. Diverse valutazioni accademiche riguardanti Dinawari includono quanto segue:
Mehrdad Izady afferma:
Bruno Silberberg (ricercatore tedesco) afferma anche:
Yaqut al-Hamawi, nella sua opera intitolata Abu Hayyan al-Tawhidi Takrizu’l, ha fatto la seguente osservazione:
Le sue opere
Opere su matematica e scienze naturali
- Kitabu'n-nebat (che significa Il Libro delle Piante)
- Kitabu'l-Anwa (che significa Il libro delle condizioni meteorologiche)
- Kitab al-Jabr wa'l-Muqabala (che significa Il libro dell'algebra)
- Kitab al-Kusuf (che significa Il libro delle eclissi solari)
- Kitab al-Radd ala Rashad al-Isfahani (che significa Il libro che confuta le osservazioni astronomiche di al-Isfahani)
- Kitab al-Hisab (che significa Il libro dei calcoli)
- Kitab al-Bahth fi Hisab al-Hind (che significa Libro di analisi dell'aritmetica indiana)
- Kitab al-Jam' wa'l-Tafriq (che significa Il libro di aritmetica)
- Kitab al-Qibla wa'l-Zawal (che significa Il libro delle posizioni delle stelle)
- Islah al-Mantiq (che significa La rettifica della logica)
Opere sulle scienze sociali
- Ansab al-Akrad (La genealogia dei curdi)
- Akhbar al-Tiwal (La storia completa)
- Kitab al-Kabir (Il grande libro di storia)
- Kitab al-Fusaha (Il libro della retorica)
- Kitab al-Buldan (Il libro di geografia)
- Kitab al-Shi'r wa'l-Shu'ara (Il libro della poesia e dei poeti).
- Oltre a queste opere, Dinawari è anche autore di un commento in 13 volumi al Corano.
- Osservatorio di Dinawari