psicologia individuale (tedesco: psicologia individuale) rappresenta una metodologia psicologica distinta e una tradizione intellettuale stabilita dallo psichiatra austriaco Alfred Adler. La sua fondamentale pubblicazione in inglese su questo argomento, The Practice and Theory of Individual Psychology (1924), raccoglie vari articoli e conferenze tenute prevalentemente dal 1912 al 1914.
Adler ha sviluppato una teoria completa della personalità che evidenzia la profonda influenza dei fattori sociali e ambientali sul comportamento, affermando che la nascita di un individuo e le circostanze di sviluppo determinano in modo significativo la formazione della personalità e il perseguimento degli obiettivi di vita.
Durante la formulazione della psicologia individuale, Adler si discostarono dal paradigma psicoanalitico di Sigmund Freud, stabilendo un quadro autonomo che dava priorità ai determinanti sociali, agli obiettivi teleologici e ad una concettualizzazione olistica dell'individuo, in contrasto con le pulsioni istintuali freudiane. Inizialmente, Adler caratterizzò il suo lavoro come "psicoanalisi libera", ma successivamente rinnegò la definizione di "psicoanalisi" per la sua metodologia, optando invece per il termine psicologia individuale per sottolineare l'unità intrinseca e l'indivisibilità dell'essere umano.
La designazione "individuale" riflette l'affermazione fondamentale di Adler secondo cui ogni persona dovrebbe essere concettualizzata come un'entità coesa e teleologicamente orientata, piuttosto che come una mera aggregazione di impulsi disparati o contrastanti. Inoltre, la psicologia individuale sottolinea l'intrinseco radicamento sociale dell'umanità, presupponendo che il benessere sia inestricabilmente legato a un senso di appartenenza e di contributo attivo alla comunità, un costrutto che Adler definì "interesse sociale" (Gemeinschaftsgefühl).
Quadro psicologico di Adler
Il modello teorico di Adler diverge dall'enfasi freudiana sulla sessualità e sulla libido, concentrandosi invece su come gli individui valutano e interagiscono con il loro ambiente, in particolare in risposta a imperativi sociali, lavorativi e relazionali. Adler ha ipotizzato che gli individui affrontano tre compiti fondamentali della vita - impegno sociale (comunità), impegno professionale (occupazione) e connessione intima (relazioni) - e che il modo in cui questi compiti vengono affrontati influenza profondamente lo sviluppo della personalità.
Adler ha sottolineato l'impatto significativo delle prime esperienze di vita, come la percezione di essere indesiderati, l'inferiorità degli organi e l'ordine di nascita, sulla formazione delle aspirazioni soggettive e dello stile di vita di un individuo. Allo stesso tempo, ha anche evidenziato la capacità creativa intrinseca degli individui di costruire attivamente la propria vita.
Il quadro teorico di compensazione, dimissioni e sovracompensazione
Adler ha ipotizzato che i sentimenti di inferiorità costituiscano fattori motivazionali fondamentali. Gli individui di conseguenza escogitano strategie per compensare le carenze percepite; l'efficacia di queste strategie, siano esse adattive o disadattive, dipende dagli obiettivi dell'individuo e dal suo grado di integrazione sociale.
Compensazione
Adler ha concettualizzato il compensazione come gli sforzi intrapresi per mitigare le carenze fisiche o psicologiche. Occasionalmente interpretava i comportamenti nevrotici come risposte difensive o compensative a uno stato di inferiorità percepito.
Sofie Lazarsfeld, una studentessa notevole influenzata da Adler, sosteneva che lo sviluppo normativo è caratterizzato da incoraggiamento, perseveranza e impegno collaborativo. Tuttavia, in circostanze difficili, i bambini possono mostrare una compensazione eccessiva, portando allo sviluppo di sforzi disadattivi che possono precipitare sfide psicologiche.
Dimissioni
Alcuni individui rispondono all'inadeguatezza percepita accettando i propri limiti, disimpegnandosi così dalle sfide e rinunciando alle opportunità di sviluppo personale.
Sovracompensazione
La sovracompensazione si manifesta quando i tentativi di superare l'inferiorità percepita diventano sproporzionati. Casi storicamente documentati, come il rigoroso addestramento di Demostene per superare un impedimento del linguaggio, esemplificano come gli sforzi compensativi possano produrre risultati significativi. Tuttavia, Adler ha avvertito che la sovracompensazione patologica ha il potenziale per evolvere in un comportamento nevrotico.
Sentimenti di inferiorità primari e secondari
Adler distingue tra sentimenti primari di inferiorità, che comprendono le esperienze normative di piccolezza e dipendenza osservate nell'infanzia e nella fanciullezza, e inferiorità secondaria, che si riferisce alle sensazioni adulte di inadeguatezza derivanti da obiettivi irraggiungibili. Un complesso di inferiorità denota una percezione pervasiva e disadattiva di insufficienza che compromette il funzionamento complessivo di un individuo.
Sentimento comunitario
Gemeinschaftsgefühl (tradotto come sentimento comunitario o interesse sociale) rappresenta un costrutto adleriano fondamentale che integra dimensioni affettive, cognitive e comportamentali. Implica un senso di connessione con l’umanità, un riconoscimento della reciproca interdipendenza e un impegno in azioni a beneficio del bene collettivo. Adler attribuì progressivamente maggiore significato a questo costrutto nelle sue pubblicazioni successive.
Ritiro
Adler definiva il ritiro come un ritiro in una fantasia privata di superiorità, definita "compensazione finale" o piano di vita clandestino. Sebbene questo meccanismo salvaguardi apparentemente un ego delicato, rimane intrinsecamente fragile e suscettibile sia alle pressioni psicologiche interne che alle avversità esterne.
Olismo
Il quadro teorico di Adler si distingue per la sua attenzione all'indivisibilità dell'individuo, concettualizzando la personalità come un'entità coesa e teleologica e sottolineando l'interazione di determinanti biologici e sociali nel suo sviluppo.
Psicologia adleriana classica contemporanea
I concetti adleriani mantengono la loro rilevanza nella psicoterapia e nel discorso teorico contemporanei. Le moderne organizzazioni adleriane e istituzioni educative implementano le dottrine di Adler attraverso la psicoterapia, le iniziative educative e il sensibilizzazione della comunità, spesso sintetizzando i principi adleriani con diverse modalità terapeutiche. Henri Ellenberger ha notato la progressiva assimilazione delle prospettive adleriane nei paradigmi psicologici contemporanei.
La ricerca del significato
La teoria adleriana presuppone che il comportamento umano sia fondamentalmente diretto alla crescita personale e al raggiungimento di significato e appartenenza. Questo impegno innato può manifestarsi in modo costruttivo, promuovendo l'utilità sociale, o in modo distruttivo, cercando il dominio sugli altri, a seconda degli obiettivi e del livello di interesse sociale di un individuo.
Stile di vita
Lo stile di vita rappresenta la costellazione distintiva di obiettivi, quadro percettivo e metodi per l'attualizzazione degli obiettivi di un individuo. Questo modello si sviluppa durante le prime fasi della vita e struttura il comportamento nelle relazioni interpersonali, negli sforzi professionali e negli attaccamenti romantici.
L'obiettivo finale immaginario
Adler ha ipotizzato che gli individui costruiscano un obiettivo finale immaginario, un obiettivo idealizzato orientato al futuro che serve a organizzare il loro comportamento. Questa "causa finale" dirige le azioni e conferisce un significato soggettivo agli sforzi e ai meccanismi compensatori di un individuo.
Logica privata e meccanismi di salvaguardia
La logica privata denota la logica unica, spesso soggettiva, che è alla base dello stile di vita di un individuo; al contrario, le tendenze di salvaguardia comprendono tattiche cognitive o comportamentali, come la formazione di sintomi, l'aggressività o il ritiro sociale, impiegate per proteggere un'autostima vulnerabile e aggirare il fallimento percepito.
Psicoterapia adleriana classica
La psicoterapia adleriana classica è applicabile in contesti individuali, di coppia o familiari, generalmente aderendo a un modello centrato sulla crescita e sull'incoraggiamento. Le tecniche terapeutiche comprendono l'indagine socratica, l'interpretazione delle sfide della vita e dei primi ricordi, esercizi di gioco di ruolo, visualizzazione guidata e la "prescrizione" strategica dei sintomi per ridurne l'impatto.
Uno schema comune utilizzato dai clinici adleriani classici prevede la creazione di un rapporto terapeutico e la conduzione di una valutazione, favorendo la comprensione del piano di vita dell'individuo, incoraggiando esperienze correttive, sfidando la logica privata e rafforzando l'interesse sociale e l'impegno della comunità.
Applicazioni
Terapia individuale
La terapia adleriana classica viene applicata a individui in tutte le fasi di sviluppo ed è adattabile sia per durate terapeutiche a breve termine che per quelle estese.
Programmi di formazione per insegnanti e famiglie
I principi adleriani sono stati integrati nei programmi di formazione degli educatori, nelle iniziative di educazione dei genitori e nei laboratori di arricchimento della coppia, con l'obiettivo di promuovere una maggiore cooperazione, pratiche democratiche di educazione dei figli e migliori dinamiche familiari.
Metodologie moderne e branche teoriche
Si possono distinguere due principali orientamenti contemporanei: uno che aderisce direttamente alla pratica adleriana classica e un altro influenzato da Rudolf Dreikurs, che diffuse in modo significativo i concetti adleriani negli Stati Uniti e sostenne l'appartenenza sociale e le metodologie democratiche nell'educazione e nella genitorialità.
Eminenti psicologi adleriani
Le figure chiave legate alla teoria adleriana comprendono Alexandra Adler, Heinz Ansbacher, Rudolf Dreikurs, Sofie Lazarsfeld, Harold Mosak, Henry T. Stein e vari altri studiosi che hanno avanzato o implementato i concetti di Adler in ambiti clinici, educativi e sociali.
Pubblicazioni selezionate
- Adler, A., Sul carattere nervoso: principi di psicologia e psicoterapia individuale comparata (1912).
- Adler, A., Pratica e teoria della psicologia individuale (1919-1930).
- Adler, A., Pratica e teoria della psicologia individuale (1924).
- Adler, A., Problemi di nevrosi: un libro di casi clinici (1929).
- Ansbacher, H. L.; Ansbacher, R. R., a cura di, La psicologia individuale di Alfred Adler (1956).
Critiche
Karl Popper, tra gli altri studiosi, ha criticato la psicologia adleriana, analogamente alla psicoanalisi, per la sua percepita difficoltà nella falsificazione, rendendola problematica da un rigoroso punto di vista della falsificabilità scientifica.
- Psicologia adleriana classica
- Società nordamericana di psicologia adleriana
- Rudolf Dreikurs
Note
Riferimenti
- Dinkmeyer, D.C., Pew, W.L., & Dinkmeyer, DC Jr. (1979). Counseling e Psicoterapia Adleriana. Monterey, California: Brooks/Cole.
- Autunno, K.A., Holden, J.M., & Marchese, A. (2002). Modelli teorici di Counseling e Psicoterapia. New York: Brunner-Routledge.
- Hoffman, E. (1994). La spinta verso il sé: Alfred Adler e la fondazione della psicologia individuale. Lettura, MA: Addison-Wesley.
- Mosak, H.H., & Di Pietro, R. (2006). Primi ricordi: metodo interpretativo e applicazione. New York: Routledge.
- Oberst, UE, & Stewart, AE (2003). Psicoterapia adleriana: un approccio avanzato alla psicologia individuale. New York: Brunner-Routledge.
Ansbacher, H. L.; Ansbacher, RR, eds. (1956). La psicologia individuale di Alfred Adler.
- Ansbacher, H.L.; Ansbacher, RR, eds. (1956). La psicologia individuale di Alfred Adler.
- Ellenberger, HF (1970). La scoperta dell'inconscio.
- Kishimi, Ichiro; Koga, Fumitake (2013). Il coraggio di non piacere.
- AlfredAdler.org
- Rivista di psicologia individuale