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TORIma Accademia — Metafisica / Epistemologia

Cartesianesimo

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Il cartesianesimo è il sistema filosofico e scientifico di René Descartes e il suo successivo sviluppo da parte di altri pensatori del XVII secolo, in particolare...

Il cartesianesimo, un quadro filosofico e scientifico, ebbe origine con René Descartes e fu ulteriormente elaborato da eminenti intellettuali del XVII secolo come François Poullain de la Barre, Nicolas Malebranche e Baruch Spinoza. A Cartesio viene spesso attribuito il merito di aver aperto la strada all'enfasi sull'indagine razionale per il progresso delle scienze naturali. Ha concettualizzato la filosofia come un sistema intellettuale globale che comprende tutte le forme di conoscenza.

Il

cartesianesimo è il sistema filosofico e scientifico di René Descartes e il suo successivo sviluppo da parte di altri pensatori del XVII secolo, in particolare François Poullain de la Barre, Nicolas Malebranche e Baruch Spinoza. Cartesio è spesso considerato il primo pensatore a enfatizzare l'uso della ragione per sviluppare le scienze naturali. Per lui, la filosofia era un sistema di pensiero che incarnava tutta la conoscenza.

L'argomentazione del cogito di Cartesio fu influenzata dalle opere di Aristotele e Sant'Agostino. Inoltre, esistono parallelismi tra gli scritti di Cartesio e la pubblicazione del 1776 del filosofo scozzese George Campbell, intitolata Filosofia della retorica. Nella sua opera fondamentale, Meditazioni sulla filosofia prima, Cartesio articola: "Ma allora cosa sono? Una cosa che pensa. Cos'è una cosa che pensa? È una cosa che dubita, comprende, [concepisce], afferma, nega, vuole, rifiuta, che immagina e sente anche."

Gli aderenti al cartesianesimo presuppongono che la mente sia completamente distinta dal corpo fisico. Sostengono che l'esperienza sensoriale e la percezione della realtà spesso portano a falsità e illusioni, affermando che le verità autentiche risiedono esclusivamente all'interno di una mente metafisica. Questa mente, pur interagendo potenzialmente con un corpo fisico, non lo abita, né esiste sullo stesso piano fisico. Il preciso meccanismo dell'interazione mente-corpo rappresentava una sfida persistente per Cartesio e i suoi successori, portando a diverse interpretazioni tra i cartesiani. Lo stesso Cartesio affermò: "dovremmo concludere da tutto ciò che quelle cose che concepiamo chiaramente e distintamente come sostanze diverse, come consideriamo mente e corpo, sono in realtà sostanze essenzialmente distinte l'una dall'altra; e questa è la conclusione della Sesta Meditazione ". Di conseguenza, Cartesio teorizzò che mentre la mente e il corpo sono separabili e distinti, la mente stessa rimane un'entità indivisibile, mentre il corpo può subire una separazione parziale, come esemplificato dalla perdita di un arto.

Ontologia

Cartesio ipotizzò che tutta l'esistenza comprende tre sostanze fondamentali e distinte, ciascuna caratterizzata dalla sua essenza unica:

Epistemologia

Cartesio ha fatto avanzare in modo significativo l'indagine epistemologica sull'acquisizione di una conoscenza affidabile, posizionandola come una preoccupazione centrale nel discorso filosofico. Questo contributo è ampiamente considerato come la sua eredità più duratura nella storia della filosofia.

In quanto filosofia razionalista, il cartesianesimo afferma che la conoscenza scientifica è ottenibile a priori, originando da "idee innate" attraverso processi deduttivi. Di conseguenza, il cartesianesimo si oppone sia all'aristotelismo che all'empirismo, che danno priorità all'esperienza sensoriale come fonte primaria di conoscenza mondana.

Cartesio sosteneva che la capacità di ragionamento deduttivo è conferita divinamente e quindi intrinsecamente affidabile, sulla base della convinzione che Dio non si impegnerebbe nell'inganno.

Dispersione geografica

Nei Paesi Bassi, dove Cartesio risiedette per un lungo periodo, il cartesianesimo guadagnò una notevole popolarità, in particolare tra gli accademici universitari. Al contrario, la sua influenza in Germania fu trascurabile; tuttavia, gli aderenti nelle regioni di confine di lingua tedesca, come lo iatromatematico Yvo Gaukes della Frisia orientale, spesso sceglievano di pubblicare le loro opere nei Paesi Bassi. In Francia, la dottrina raggiunse una notevole popolarità, estendendo la sua influenza ai giansenisti come Antoine Arnauld, sebbene lì dovette affrontare l'opposizione ecclesiastica, rispecchiando la situazione in Italia. In Italia, il cartesianesimo faticò ad affermarsi, probabilmente a causa della collocazione delle opere di Cartesio nell'Index Librorum Prohibitorum nel 1663.

Per vari motivi, comprese considerazioni religiose, il cartesianesimo non ottenne un'accettazione diffusa in Inghilterra. Sebbene Henry More inizialmente trovasse la dottrina attraente, la sua prospettiva in evoluzione su Cartesio rifletteva il sentimento nazionale più ampio: "rapida accettazione, esame serio con accumulazione di ambivalenza, rifiuto finale".

Critica

Jacques Maritain, un filosofo cattolico romano, sosteneva che Cartesio avesse abolito la distinzione tra intelletto angelico e umano, raffigurando effettivamente gli esseri umani come angeli che risiedono all'interno di corpi meccanici, un concetto che Maritain definì in senso peggiorativo "angelismo". Al contrario, la filosofia di Tommaso d'Aquino presuppone che gli angeli possiedano una conoscenza istantanea, non mediata dall'esperienza sensoriale umana. Cartesio, tuttavia, liquidò le riflessioni dell'Aquinate sulla conoscenza angelica definendole "inette". La prospettiva di Maritain rappresenta solo una tra le numerose interpretazioni della posizione di Cartesio sulla relazione mente-corpo; altre analisi, ad esempio, caratterizzano Cartesio come un ilomorfista scolastico-aristotelico o addirittura come un materialista nascosto. Étienne Gilson si oppose a Maritain, affermando che se Cartesio era colpevole di "angelismo", non era un "peccato originale", poiché questo concetto aveva precedenti in Platone, sant'Agostino, Avicenna e persino nei testi biblici. John Crowe Ransom ha respinto l'accusa di angelismo di Maritain definendola una "fantasia". C. F. Fowler ha osservato che mentre Cartesio rifiutava esplicitamente l'identificazione delle menti umane con gli angeli, le sue scelte linguistiche occasionalmente lo rendevano suscettibile a tale interpretazione.

Il filosofo australiano Colin Murray Turbayne metteva in dubbio la misura in cui Cartesio applicava costantemente il proprio metodo scientifico mentre sviluppava il suo sistema cartesiano. Turbayne ha identificato almeno tre casi in cui Cartesio si è discostato dalla sua metodologia scientifica dichiarata. In primo luogo, Cartesio attribuisce arbitrariamente la certezza inerente al ragionamento deduttivo per lo sviluppo di teoremi e principi al mondo naturale stesso, manifestandosi come principi attivi, che catalizzano catene di eventi causali. Questo errore portò Cartesio ad assegnare erroneamente una caratteristica del processo di spiegazione dei fenomeni naturali agli eventi naturali stessi. In secondo luogo, Cartesio contravvenne a un principio fondamentale della sua metodologia dividendo arbitrariamente il mondo naturale in "leggi causali" ed "effetti" senza prima presentare prove osservative dirette dell'esistenza di tali agenti causali. Il terzo errore individuato da Turbayne riguarda il presupposto a priori di Cartesio secondo cui ogni applicazione del suo metodo scientifico necessita di calcoli matematici per dedurre conclusioni valide. Questa premessa presuppone erroneamente che il ragionamento deduttivo sia intrinsecamente dipendente dal calcolo matematico per generare conclusioni. Turbayne ha sostenuto che ciò costituisce una definizione indebitamente restrittiva del metodo scientifico, che porta a inutili ambiguità.

Cartesiani notevoli

Sistema di coordinate cartesiane

Riferimenti

Bibliografia

Su questo articolo

Che cos’è Cartesianesimo?

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