In metafisica, il concettualismo è una teoria che postula l'universalità dei particolari come strutture concettuali che risiedono nella mente pensante. Posizionato tra nominalismo e realismo, il concettualismo affronta la nozione metafisica di universali affermando che essi non esistono nei particolari indipendentemente dalla percezione mentale. Come il realismo immanente, il concettualismo adotta una posizione antirealista nei confronti degli oggetti astratti; tuttavia, il realismo immanente si distingue riconoscendo l'esistenza di fatti indipendenti dalla mente riguardanti l'istanziazione degli universali.
Storia
Filosofia medievale
Il concettualismo è emerso dallo sviluppo della terminologia tardo scolastica, originata da dottrine precedentemente classificate come nominalistiche. Questa differenziazione terminologica è servita a evidenziare il contrasto tra l’affermazione che gli atti mentali universali si allineano con oggetti intenzionali universali e il punto di vista che negava l’esistenza esterna degli universali oltre la mente. La prima posizione, caratterizzata dal rifiuto dell'universalità oggettiva, era precisamente definita come concettualismo.
Pietro Abélard, filosofo medievale, è riconosciuto per i suoi contributi che prefigurano in modo significativo i fondamenti del concettualismo. Abelardo sosteneva che gli universali determinati non esistono intrinsecamente all'interno degli oggetti. Guglielmo di Ockham, un altro eminente filosofo del tardo medioevo, offrì una soluzione rigorosamente concettualista al problema metafisico degli universali. Egli ipotizzò che i concetti astratti manchino di qualsiasi fundamentum indipendente dalla mente.
Durante il XVII secolo, il concettualismo conobbe un periodo di rilievo, in particolare tra pensatori gesuiti come Pedro Hurtado de Mendoza, Rodrigo de Arriaga e Francisco Oviedo. Nonostante il successivo ritorno dell'ordine dei Gesuiti ai principi filosofici più realisti di Francisco Suárez, i contributi di questi individui influenzarono in modo significativo la prima filosofia moderna.
Filosofia moderna
Molti dei primi pensatori moderni, tra cui René Descartes, John Locke, Baruch Spinoza, Gottfried Wilhelm Leibniz, George Berkeley e David Hume, appoggiarono esplicitamente o implicitamente il concettualismo. Le loro interpretazioni erano spesso meno elaborate delle complesse teorie scolastiche.
Il termine viene occasionalmente esteso per comprendere la filosofia distinta di Immanuel Kant, il quale sosteneva che gli universali non hanno alcuna relazione con le cose in sé, poiché sono generati esclusivamente dalle nostre strutture e funzioni mentali a priori. Tuttavia, Kant affermava anche che le categorie possiedono validità oggettiva per gli oggetti dell'esperienza, in particolare per i fenomeni.
G. W. F. Hegel sposò anche visioni concettualiste all'interno della filosofia tardo moderna.
Filosofia contemporanea
Nel discorso contemporaneo, la filosofia della matematica di Edmund Husserl è stata interpretata come una manifestazione del concettualismo.
Realismo concettualista, una prospettiva avanzata da David Wiggins nel 1980, presuppone che la nostra struttura concettuale rappresenti accuratamente la realtà.
Sebbene distinta dal discorso storico riguardante lo status degli universali, la natura concettuale dell'esperienza è stata oggetto di considerevole discussione sin dalla pubblicazione del libro di John McDowell Mind and World nel 1994. L'argomentazione fondamentale di McDowell si basa sulla famosa critica di Wilfrid Sellars al "mito del dato", che presuppone che tutta la conoscenza empirica abbia origine da elementi presupposti o "dati", come i dati sensoriali. Di conseguenza, confutando il mito del dato, McDowell sostiene il concettualismo percettivo, affermando che il contenuto percettivo è intrinsecamente concettuale, il che significa che tutta l'esperienza percettiva costituisce una forma di esperienza concettuale. La teoria della giustificazione di McDowell è classificata come una forma di fondazionalismo, poiché consente che determinati giudizi siano giustificati dall'esperienza. Questa prospettiva è coerente perché presuppone che l'esperienza possa giustificare i giudizi a causa della sua natura irriducibilmente concettuale.
Un impulso primario per il concettualismo contemporaneo è l'affermazione che la percezione vissuta da esseri razionali, come gli esseri umani, è caratterizzata unicamente dalla sua natura concettuale. McDowell chiarisce la sua posizione:
L'autore postula che l'impegno percettivo umano con il mondo è fondamentalmente concettuale, e si estende fino ai punti in cui gli stimoli esterni incidono sulle facoltà ricettive. Il concetto di "concettuale" qui invocato è intrinsecamente legato alla razionalità, in particolare nella tradizionale distinzione filosofica tra esseri umani maturi, caratterizzati come animali razionali, e altre specie. Di conseguenza, le capacità concettuali sono aspetti inerenti alla razionalità di un individuo. Questa prospettiva implica che l’esperienza percettiva sia completamente intrisa di razionalità. Inoltre, si suggerisce di applicare un quadro concettuale simile all'azione umana.
Il concettualismo di McDowell, nonostante la sua divergenza filosofica e storica rispetto alle origini del concettualismo, si allinea con la prospettiva secondo cui gli universali non sono presentati esternamente nella percezione, indipendentemente dalla ragione. Invece, oggetti particolari sono percepiti come già permeati di concettualità, originata dalla spontaneità intrinseca del soggetto razionale.
L'applicazione retrospettiva del termine "concettualismo percettivo" alla filosofia della percezione di Kant rimane oggetto di dibattito accademico. Robert Hanna, ad esempio, ha avanzato un'interpretazione alternativa dell'opera di Kant, che egli definisce non-concettualismo percettivo.
Quadro esplicativo del concettualismo
Il concettualismo affronta le indagini filosofiche esaminando la funzione dei costrutti mentali e la loro influenza sulla comprensione umana del mondo. Ad esempio, per quanto riguarda il dibattito sull'esistenza degli universali, il concettualismo presuppone che idee astratte come "giustizia" o "bellezza" non possiedano un'esistenza indipendente ma piuttosto costituiscano categorie mentali formulate attraverso esperienze accumulate e pensiero razionale. Questa metodologia facilita un'interpretazione più adattabile dei concetti filosofici e tiene conto delle differenze individuali nell'elaborazione cognitiva. Dando priorità al ruolo dei costrutti mentali, il concettualismo offre un approccio sistematico per analizzare e interpretare diverse sfide filosofiche.
La natura degli universali
Il concettualismo presuppone che gli universali, esemplificati da concetti come "giustizia" o "bellezza", siano costrutti mentali che hanno origine nella mente umana, piuttosto che possedere un'esistenza indipendente nel mondo esterno. Sebbene i singoli oggetti possano esibire caratteristiche condivise, gli universali ad essi attribuiti sono astrazioni mentali che consentono la categorizzazione e la comprensione di queste somiglianze. Ad esempio, il concetto di "albero" emerge dall'aggregazione cognitiva di diversi alberi da parte di un individuo, sulla base di somiglianze osservate e percepite. Secondo questa prospettiva, nessun universale esterno corrispondente ad "albero" esiste indipendentemente.
Concettualismo, identità personale e paradosso della Nave di Teseo
Il paradosso della Nave di Teseo indaga la persistenza dell'identità nel tempo, chiedendosi in particolare se un oggetto mantenga la sua identità se tutte le sue parti costitutive vengono successivamente sostituite. Il concettualismo affronta questo dilemma affermando che l’identità non è una proprietà intrinseca ma piuttosto una struttura concettuale sovrapposta. Di conseguenza, la determinazione se la nave mantiene la propria identità dipende dagli specifici criteri concettuali utilizzati per definire l’identità. Questo principio si estende anche all'identità personale, suggerendo che il senso di sé di un individuo è un costrutto derivato dalla continuità delle esperienze e della memoria, piuttosto che un'essenza immutabile.
- Architettura concettuale
- Intuizionismo
Note
"Concettualismo" . Nell'Enciclopedia Britannica, vol. 6 (undicesima edizione). 1911.
- "Concettualismo" . Enciclopedia Britannica. vol. 6 (11a edizione). 1911.Fonte: Archivio TORIma Accademia